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De.licio.us

Racconto Senza Titolo

di L.B.G. (22/05/2009 - 19:46)

Freddo. Sensazione di freddo.
Sensazione generale di freddo, dovuta al fatto di essere coperta solamente da un lenzuolo, e di trovarsi in una stanza con l’aria condizionata sparata senza ritegno.
Sensazione di gelo sulla schiena, dovuta al fatto di trovarsi sdraiata su un pianale metallico.
Un tavolo metallico maledettamente simile a quelli, scorrevoli, delle celle frigorifere degli obitori.
Lui avrebbe voluto farla stendere su un letto. Le aveva detto che, in quella stanza, avrebbe portato un letto comodo.
Lei non aveva voluto: l’idea del tavolo da obitorio la stuzzicava…
Era convinta che quella soluzione, alla fine, aveva decisamente senso.
Una volta finito tutto, il suo corpo avrebbe davvero raggiunto un obitorio: tanto vale abituarsi subito…
Pensò a questo, e sorrise. Non rispose, quando lui le chiese il perché.
Lui iniziò a posizionare elettrodi e magneti.
Sensazione di freddo…
Anche i magneti e gli elettrodi erano decisamente freddi.
Lui prese in mano il nastro adesivo medico e, strappatone un pezzetto, la fissò negli occhi.
Sarebbe stata l’ultima volta che avrebbe potuto guardare quegli occhi. L’ultima volta che avrebbe potuto vedere la vita in quei due occhi inquieti, quasi sempre velati di tristezza.
Con delicatezza le fissò con il nastro le palpebre: gli occhi devono assolutamente stare chiusi durante le fasi di connessione.
Nella mente di lei, un istante dopo che i suoi occhi si chiusero, arrivò con prepotenza il pensiero che, forse, non si era goduta l’ultimo istante in cui avrebbe potuto vedere il mondo; o almeno osservarlo da quel punto di vista…
Adesso che non ci vedeva, istante dopo istante, sentiva i rumori diventare sempre più nitidi: una quantità incredibile di bip e suoni elettronici vari, il soffiare delle ventole di raffreddamento dei vari sistemi, il leggerissimo cigolio della sedia di lui…
-Adesso connetto il cavo…- -Vai…-.
Inserì il connettore nella presa CSB che lei aveva poco sopra l’orecchio. La presa era nascosta dai capelli, i suoi lunghi capelli corvini. Le spostò dolcemente due ciuffi, per poter rendere accessibile la CSB…
Qualcuno le aveva toccato o accarezzato i capelli milioni di volte; ma quella volta ebbe la sensazione che quel gesto fosse 100 volte più potente, 100 volte più piacevole.
-Connessione pronta…dimmi tu quando posso andare-.
Lei inspirò. Espirò. Lunghi respiri…
Cercò di rilassarsi: connettere il suo cervello ad un computer, nonostante avesse quella presa ormai da 3 anni,  continuava a darle delle spiacevolissime sensazioni… Erano solo momenti.
Brevi momenti…
-Vai-
Un click con il mouse, e Lei si sentì precipitare nel vuoto.
Precipitare, a folle velocità, verso il nulla: così si sentiva, durante la connessione.
-Connessione stabilita. Tutto ok? Ti senti bene?-
Lui vide apparire un enorme “Yep”, colorato in modo sgargiante, sul monitor alla sua sinistra.
-Ok….-.
Istanti di silenzio. Silenzio gelido, che rendeva ancor più gelida la temperatura di quella stanza, mantenuta gelida per far sì che i server lavorassero al meglio delle loro possibilità.
-Sai…- mormorò lei -…pensavo che è ingiusto. E’ ingiusto che, in questa sala, si tenga la temperatura che gradiscono di più i serve…fregandosene del tutto degli umani che ci lavorano! E’ riconoscere una posizione di superiorità alle macchine!!!!-
Lui sorrise, e rispose così: -Suona strano, per una che sta per fare quello che stai per fare tu…-.

Cercò la mano, muovendo la sua a tentoni su quel freddo tavolo di acciaio.
Le due mani si strinsero…
-Io sono convinta. Io sono convinta di questa decisione, e tu lo sai…-
-Sì…sì. Lo so…-
-Avanti: fai l’upload…-.
Smanetto un po’ con il mouse e con la tastiera.
Dovette inserire tre password diverse, e altrettanti codici di sicurezza; ma alla fine si trovò davanti ad un tasto di “Ok”…
Un clic con il tasto sinistro, e tutto il contenuto del cervello di lei, nel giro di 100 minuti, sarebbe passato dentro a quei server.
Ricordi, Pensieri, Esperienze, Sogni, Desideri, Paure, Perversioni, Segreti Inconfessabili
La sua Personalità.
Lei…o almeno la sua essenza…
-Ci vediamo sul web…-
Sorrise e poi, lentamente, si chinò su di lei per darle un bacio. Un bacio sulla guancia…
-Che cosa…che cosa sentirò?-
-Beh…il programma farà in modo di rendere questa tua esperienza il più piacevole possibile… Non posso dirti, però, che cosa proverai. Non posso sapere, di preciso, cosa vedrai o cosa sentirai…-
-Una volta finito, potrò essere ovunque…nello stesso momento…
-Eri già molto invadente quando potevi essere in un solo punto alla volta!-
-Avanti: clicca su quello stupido bottone…-
-Ci vediamo sul web… UPLOAD!- e cliccò.
La barra di progressione iniziò la sua lenta salita verso il 100%, mentre 4 monitor venivano letteralmente sommersi da un ininterrotto flusso di dati, sotto forma di milioni di stringhe di comando…
Nel giro di 100 minuti si sarebbe liberata di quel corpo.
Quel corpo malato non avrebbe più costituito una gabbia per Lei…
Sarebbe stata libera…

Tosca

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